La storia di Moncalieri prende l'avvio in epoca romana, a cui risalgono le prime vestigia del Castelvecchio. Nella zona collinare si stabilirono quindi i Longobardi, i cui resti verranno riportati alla luce con il ritrovamento di una necropoli nella zona di Testona.
Testona, oggi frazione del comune di Moncalieri, fu appunto per secoli l'abitato più importante della zona. Risale all'anno 996 l'atto di insediamento dell'arcivescovo di Torino a Castelvecchio e risalenti a tale epoca sono la cripta e il campanile della chiesa di Santa Maria di Testona.

È probabilmente per merito di Ferdinando Sabotto, che la credenza popolare attribuente la nascita di Moncalieri in seguito alla distruzione di Testona, si dimostrò inesatta; la leggenda poneva inoltre Testona come centro cristiano del Primo Secolo.
Analizzando i documenti che sono conservati nello splendido archivio comunale di Moncalieri, tra i più ben conservati del Piemonte, si può giungere alla conclusione che nel '200 si vennero a creare delle condizioni particolari: si assiste a uno spopolamento della collina in seguito alla politica di espansione di Chieri e Testona (che saranno sempre comuni rivali) e in particolar modo Testona soccombe a seguito dell'egemonia del vescovo di Torino, che risiedeva a Castelvecchio. Alcuni testonesi preferirono quindi trasferirsi nella zona vicina al Po, che si dimostrava favorevole all'insediamento di un centro urbano in quanto luogo di importanza strategica.

Lo spopolamento della collina si rivelò in seguito dannoso per Testona stessa, che dal 1230 circa, spostò la sede del Comune a Moncalieri dove dal 1197 era presente una maggiore Templare, che probabilmente promosse lo sviluppo dell'allora cittadina. Moncalieri si stava così venendo a creare, ma la collettività del luogo, ancora cento anni dopo, faceva riferimento nei documenti, alla città madre Testona.
Nella storia di Moncalieri sarà perpetuamente memorabile l'11 novembre, un lunedì dell'anno 1230: a quel giorno risale il primo atto consiliare del nuovo comune, che nel 1277 passò sotto il dominio di Savoia.

A tale epoca risale la costruzione di Santa Maria della Scala e la formazione del tessuto urbano del centro storico. Nel secolo XV la città vide morire Bernardo, margravio di Baden, città tedesca oggi gemellata a Moncalieri, che divenne poi patrono della città.

Moncalieri venne occupata dai francesi dal 1536 al 1558 e, dopo la pace di San Quintino, si legò sempre più alla casa Savoia, che ne fece una delle città favorite.
In Moncalieri sempre regnò sovrana la pace e le sue vicissitudini, a parte un breve periodo in cui regnò la repubblica, seguirono quelle orgogliose della Savoia, della quale Moncalieri sempre condivise i destini. Mai dunque ci furono battaglie di partiti, scatenamento di passioni, anarchie o lotte civili. I moncalieresi, per loro buona ventura, si dimostrarono sempre avveduti, discreti, probi, solerti, industriosi e savi amministratori delle proprie sostanze.

La città venne ampliata e abbellita, sorsero sulla collina ville nobiliari, si costruirono la Chiesa di Santa Croce, l'Oratorio del Gesù e San Francesco.

Nel 1800 il castello divenne dimora di importanti personaggi della casa Savoia: prima la "Bela Rosin", quindi Maria Clotilde di Savoia-Bonaparte e sua figlia. Nel castello venne firmato nel 1848 il Proclama di Moncalieri, appello del re al popolo piemontese contro il parlamento che si era rifiutato di ratificare la pace con l'Austria.

Ragguardevole fu il numero e la qualità degli uomini illustri che dimorarono in Moncalieri, siano essi nobili o ecclesiastici. Nel secolo attuale Moncalieri si è trasformata, pur mantenendo sulla collina le coltivazioni di fiori ed ortaggi, si è sviluppata verso la pianura con zone industriali e sulla riva del Po con i nuovi quartieri che si uniscono a Torino.